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Giovanetti Hand Wired

Overdrive Giovanetti

Overdrive realizzato da Andrea Giovanetti sul modello del TS808 e successive modifiche.
Ecco alcuni samples.

Stratocaster Clapton Style
Crunch bridge tele
Boost AC15 bridge tele


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E ancora....
GIOVANETTI AC15 new sample
Abbiamo realizzato questo sample che vogliamo condividere perchè il suono della Nocaster nell'AC15 è, a nostro avviso, assolutamente strepitoso.
Overdrive Giovanetti - ROUTE 66 RECORDING STUDIO

Giovanetti Tube Master 50

Giovanetti Tube Master 50 - ROUTE 66 RECORDING STUDIO
Eccezzionale testata 50watt. PushPull di 6L6 Gb in classe A.
Prototipo di un ampli con doppia circuitazione di pre  indipendenti.
In pratica due stadi di preamplificazione separati, un Bassman ed un Marshall Master volume. Condividono la sola valvola Gz34 rettificatrice e l'equalizzazione.

Ch2 Crunch Marshall Plexy
Ch2 Boost Distorto
Ch1 Bassman Clean with Echo



 



Ch2 Boost (Hold the line)
Ch1 Boost Stratocaster
Ch1 Bassman Clean LesPaul
Ch1 Bassman Clean Telecaster
Ch2 Rock crunch LesPaul

Il Giovanetti "The Minimal" è una piccola testatina in classe A da 15 Watt, concepita espressamente per il lavoro in studio, ma ovviamente utilizzabile anche in situazioni Live ove non occorra grande potenza.

Ideato su uno stadio di preamplificazione ibrido tra un Fender Bassman 59 ed il primo master volume Marshall, presenta una doppia possibilità di ingresso, un Blues in ed un Rock in, da non confondersi con i più classici ingressi High e Low presenti sui più comuni amplificatori. I due ingressi sono ben distinti ed ognuno sfrutta in maniera differente l'intera circuitazione di "The Minimal". Un interruttore switch di boost permette di variare la tipologia timbrica e reagisce in maniera molto differente in base alle impostazioni dei controlli Volume e Gain. Otteniamo così, sull'ingresso Blues, due tipologie di suoni, un Clean di basso volume ed un Crunch molto Fenderiano non troppo sostenuto, dinamico ed incisivo. Nell'ingresso Rock, abbiamo invece un Crunch molto Marshall JCM800 con una saturazione di media intensità che boostato arriva ad una saturazione discretamente sostenuta anche se al limite delle possibilità sopportative di questo ampli.

Dotato di uscite a 8 e 16 Ohm, pilota tranquillamente una cassa 4x12, anche se la resa migliore la si ottiene con una 2x12.

La circuitazione, ovviamente tutta punto a punto, ormai marchio di fabbrica dei Giovanetti amps, sfrutta tutta una serie di valvole ricercate e testate prestando fondamentale attenzione all'equilibrio tra di loro.

Lo stadio di preamplificazione utilizza dunque due 12AX7 e una 12AT7, mentre lo stadio finale è equipaggiato con due 6005 versione militare delle 6AQ5, ovvero, l'evoluzione miniaturizzata dell 6V6. Completa tutta la sezione valvolare una rettificatrice 6202 versione militare delle 6X4, miniaturizzazione delle 6X5.

Il risultato di questa attenta ricerca e della maniacale cura con cui è stata assemblata questa testatina rende il lavoro in studio immediato e la ricerca del suono ideale è facilmente raggiungibile grazie anche ad uno stadio di equalizzazione molto preciso con i tre stadi di equalizzazione classici: Bassi, Medi, Acuti.

Dual Channel Combo 50

Dual Channel Combo 50 - ROUTE 66 RECORDING STUDIO

Telecaster Bridge "That's all right telly"
Telecaster Country pickin' bridge
Rockabilly P90
Stratocaster Cruncy Boogie
Stratocaster Floating Texas neck
Les Paul Clean
Pedal Steel Country Clean
Telecaster Funky middle


Andrea Giovanetti, dopo almeno 10 anni che costruisce amplificatori e preamplificatori valvolari, ha costruito un grande combo dal look professionale e con un circuito originale che però richiama tanto i grandi amplificatori di fine anni 50 che hanno fatto la storia della chitarra moderna.
Questo ampli merita davvero un’attenta analisi.

Il Combo Dual Channel costituisce oggettivamente un valore aggiunto di per sé, per la qualità dei materiali impiegati, per la cura spesa nell'assemblarli e per il fatto che eccelle nel compiere quello per cui è stato dichiarato e concepito. Replicare il suono di un Fender narrow panel tweed deluxe di fine anni 50.
 
Giovanetti Tube Amps è stata creata alcuni anni fa da Andrea Giovanetti per replicare esattamente, fin nel più piccolo dei particolari, i gloriosi amplificatori della fine degli anni '50, comunemente riferiti quali "narrow panel”. Andrea è arrivato al punto di ricercare minuziosamente o di ordinare, per i suoi amplificatori, trasformatori, condensatori, resistenze e altri particolari non più in produzione, dalle stesse case che rifornivano la Fender 50 anni fa. Anche questo è un lavoro nel lavoro, bisogna seguire le aste su e-bay all'estero e girarsi tutti i mercatini di elettronica e radiantistica di mezzo mondo.
Per chi non conosce Andrea Giovanetti o non ha mai provato o visto uno dei suoi amplificatori, (ormai ne girano una ventina e tutti per chitarra), deve sapere che costruisce per e con passione. Quindi ogni sua creazione è una cosa di cui ne va fiero e ne deve essere pienamente soddisfatto.
Realizzati con cura maniacale, utilizza tecniche e componentistiche che sono assolute rarità negli amplificatori per strumento ma sono quasi la prassi per i grandi costruttori "guru" dell'alta fedeltà "esoterica" e per i grandi artigiani statunitensi.
Realizzati con la tecnica "punto a punto" non vedrete mai un circuito stampato nei suoi amplificatori che utilizzano fili di grossa sezione prodotti per i militari in rame ofc argentato e isolati in sterling (calza di cotone plastificata). Utilizzando per le saldature stagno in lega eutettica con una percentuale di argento per una migliore conduzione e utilizzando ancora lo stagno con percentuale di piombo, in modo che mantenga la lega leggermente più elastica e sia più facile da scaldare alla giusta temperatura di fusione, si può capire quanta devozione e impegno ci sia nella realizzazione di questi autentici gioielli.
 
L’utilizzo delle valvole originali dell'epoca d'oro e dei grandi amplificatori americani o inglesi, quindi non solo le cosiddette NOS New Old Stock, ma proprio le stesse identiche valvole che montavano i Fender degli anni 50-60 (RCA, Sylvania, Tung Sol, GE) o gli ampli inglesi degli anni 70 (Mullard, Brimar, Philips) ci si rende presto conto che è come avere una macchina del tempo e trovarsi nel 1959 a curiosare dentro un Fender, magari sorseggiando un buon wisky in compagnia di papà Leo.
 
Il Dual Channel Combo è la conseguenza di una ricerca spasmodica nella riproduzione di quegli ampli che hanno fatto la storia della musica Blues, Rock e Country.
Due canali: pulito e distorto, che richiamano l’interpretazioni del pulito Fender ma con un gain leggermente maggiore in ingresso e un canale crunch veramente valvolare di derivazione Bassman (non c'è tosatura a diodi o aiutini con qualche transistor). Il cambio di canale è a relè comandato da pedale o da switch.
Monta 1 cono da 12" Celestion Vintage 30, ma su richiesta si può avere il cono che si preferisce.
Lo chassis è in robusto acciaio e ospita una circuitazione di primissimo livello, sia per quanto riguarda i componenti, che per la pulizia di esecuzione.
Trasformatori costruiti sui progetti originali e potenziometri di altissimo livello (CTS), condensatori Sprague, resistenze ad impasto di carbone (anti induttive e quindi non modificano il segnale) Hallen Bradley (quelle che montava la Fender fino agli anni 70 e i primi Mesa Boogie) sul percorso del segnale, e le Beyslag (quelle che montava la Marshall e gli altri produttori inglesi) sui circuiti di potenza.
Completano il quadro una valvola rettificatrice 5U4GB della RCA anni 60, per un suono più morbido, una sezione di pre con 2 12AX7A RCA ed una valvola di split 12AT7 RCA, due Valvole finali 5881 (6L6GB) Made in U.S.A. che costituiscono il push-pull di uscita. Ovviamente, tutte rigorosamente NOS e testate personalmente..
 
I controlli sono i classici Volume, Gain, Bass e Treble per il canale di drive e Volume, Bass, Treble per il clean, più ovviamente il controllo del reverbero.
Attenzione i potenziomentri sono di carattere logaritmico consentendo un excursus preciso e reale. Inoltre, su mia richiesta, è stato aggiunto il pulsantino per il bright e il selettore delle impedenze di uscita 4-8-16. Normalmente restituisce un carico di potenza da 8Ohm, ma poiché il trasformatore lo consente, gli ho fatto fare questa modifica in modo da poter collegare una cassa esterna con diverso carico. Completa il tutto la selezione del canale crunch/clean, l'interruttore di standby, il send/return seriale, (in questo caso non gestito da una valvola) e il Riverbero Accutronics Made in U.S.A. , del tipo lungo a tre molle per un riverbero molto lungo classico dei Fender anni 60-70 (è quello che monta il Twin Reverb, per intenderci) conferendo al suono una giusta profondità, senza pregiudicarne il timbro in maniera significativa
 
Bene: come suona?
Come un Fender deluxe, anzi: come doveva suonare un Fender deluxe appena uscito di fabbrica quasi 50 anni fa.
Nella mia semantica, questo è sinonimo di Santo Graal .
L'ampli si presenta con una notevole silenziosità di fondo associata ad un'elevata dinamica. Il suono è estremamente definito, sempre aperto. Leggermente e piacevolmente compresso, ricco di armonici tanto da poter essere utilizzato tranquillamente anche senza reverbero. Smanettando verso una timbrica più brillante, il suono tira sul country-western-bluesy.
 
La pasta del suono è il classico timbro Fender prontamente riconoscibile, bello caldo e rotondo. La risposta al tocco è pronta e la dinamica direi è più che ottima, consentendo di dare tutta l'espressione che vogliamo alle note, insomma, il suono Blues effettivamente viene subito fuori.
Passando al canale Drive, si accede ad una moderata/media saturazione veramente molto piena e bella, ancora una volta ideale per il Blues. Del resto l'utente che si avvicina a questo tipo di amplificatore sa benissimo cosa vuole, ed è consapevole che se desidera saturazioni più spinte e coinvolgenti dovrà rivolgersi ad altri marchi.
 
In sintesi è un amplificatore che suona proprio come dovrebbe suonare un ampli valvolare, suona come un ampli di 50 anni fa, piacevolmente pulito e con ciò in grado di tirar fuori ogni sfumatura dalle chitarre che vanno a comandarlo e anche degli effetti che si vorranno interporre tra chitarra e ampli. In quest'ultima condizione ritengo che la ricchezza armonica toglie un po' di precisione, in virtù dell'arrotondamento e del riscaldamento del timbro.
 
Morale della favola: se avete intenzione di chiedere un mutuo alla banca per comprarvi quegli ampli anni 50, facendovi fregare migliaia di euro dai fanatici del Vintage, prima fate un pensiero ai Giovanetti Tube Amps. Risparmiate davvero tanto e ottenete di più, avendo l'ampli della vostra vita e soprattutto lo avreste più giovane di 40/50 anni rispetto ad un vecchio Fender (con tutte le considerazioni di vita attesa e affidabilità che ne conseguono). Se invece pensate che i Fender tweed suonino vecchio e assomiglino alla valigia della nonna, allora state sprecando il vostro tempo e vi meritate il solito Mesa Boogie di turno.
 
Bye
Alberto General

Compressore Squeezer

Compressore Squeezer - ROUTE 66 RECORDING STUDIO
Con l'occasione di presentarvi i nuovi compressori by Giovanetti Handwired, ne approfitto per proporvi un nuovo test comparativo proprio sui compressori.
Ho applicato varie tipologie di compressori ad un sample suonato utilizzando la tecnica del reamping in modo da avere sempre lo stesso riferimento.
Come sempre ne escono delle belle.

Ma andiamo per gradi.

Vediamo innanzi tutto che cosa è un compressore e che cosa ci si debba aspettare da questo effetto.

Il Compressore:

Il compressore agisce sull'intero segnale per un controllo generale del suono e produce un effetto di sustain. In pratica amplifica il segnale della chitarra quando si suona piano, e lo attenua quando il segnale in uscita dai pickup è molto potente. Estremamente caratterizzante nel funky grazie anche all'abbondare di ghost notes che vengono utilizzate ritmicamente.
I parametri di un compressore sono essenzialmente tre. Threshold, Attack e Release.
Il primo regola il livello di compressione che andremo ad utilizzare, l'attack ne determina la velocità con cui il compressore deve entrare in funzione, mentre l'ultimo, il release, determina il tempo di rilascio dell'effetto di compressione, ovvero per quanto tempo il compressore deve agire. Esistono in realtà altri parametri, sopratutto nei compressori hardware da studio, ma diffcilmente alcuni di questi parametri sono proposti sugli stomp boxes. (Si legga dunque: fattore di ratio, livello in ingresso e in uscita)

Uno degli utilizzi più frequenti è, come poc'anzi accennavo, in contesto funky/ritmico, alcuni grandi ritmici degli anni settanta lo utilizzavano praticamente sempre. Si ascoltino i dischi della Motown o la disco degli Chic o il R&B della Stax.
L'utilizzo moderno è più strettamente legato all'aspetto solistico, (anche perchè ormai le ritmiche non le fa più nessuno, ma questa è un'altra storia) per ottenere maggiore sustain sulle note permettendo di dare importanza ed espressione al proprio linguaggio.
L'utilizzo del comp con pickup a single coil è spesso una manna per dare potenza e corpo.

Detta così, sembrerebbe che il compressore sia la soluzione ad ogni nostro problema, ma non lo è assolutamente. Il compressore non è sempre utilizzabile, anzi i campi di impiego sono abbastanza ristretti in virtù della propria capacità di agire sul Knee e sul transiente del suono.
Il suono viene appiattito ed uniformato lasciando poco spazio alle differenze dinamiche.
Non è sempre di aiuto e anzi spesso è importante impararlo e studiarlo per capirne i limiti e le potenzialità.

Veniamo al test:

I compressori provati sono tra i più comuni, più ovviamente i due squeezers by Giovanetti.
Per realizzare questo test ho sempre utilizzando un sample concessomi dall'amico e maestro Marco Di Meo che aveva suonato questo riff in una sessione di tracking del nuovo cd di Thea Crudi. Il sample è uno solo utilizzando dunque la tecnica del reamping per testare tutti i compressori.
L'amplificatore utilizzato è il Twin Reverb con regolazione pressochè flat e leggero reverbero, microfonando con il classico SM57 leggermente fuori asse il cono celestion V30.
La chitarra utilizzata è la nostra Nocaster in posizione centrale.


Riferimento Clean del Twin
Squeezer 1 By Giovanetti
Squeezer 2 By Giovanetti
MXR Dynacomp
Boss Blue Comp
Ross Comp by Costalab
Costalab Compressor as Boost
Vecta Comp del Pod
Compressore Digitale

Presentazione dei compressori Giovanetti:

Da un progetto degli anni 70 gli Squeezer Comp montano

Chip 4558 originale della Japan Radio Corp.
Diodo al germanio 0A95.
resistenze a strato metallico.
J-Fet made in U.S.A.
Condensatori a film.

Il mio parere è che sono compressori senza mezzi termini. Fanno quello per cui sono stati costruiti. Un unica manopola che regola il livello di usicta del segnale e parametri fissi di Threshold, attack, release. Il fattore di compressione si attesta intorno ad una ratio di 12 ed ogni singola corda viene compressa in modo piacevole e preciso. L'attacco sicuramente più lento rispetto ad un Mxr restituisce grande stabilità sulle basse. Il suono non viene eccessivamente modificato ed il dettaglio continua ad assere molto preciso.

L'assenza di controlli restringe il campo di applicazione risultando sicuramente meno versatili rispetto ad un Boss o ad un Mxr ma è il prezzo da pagare per avere un eccellente segnale di compressione. 

E' attivo una thread sul forum del produttore in modo che ognuno possa dire la sua.
Link to forum

Bye
Alberto

TRENTASEI

Un pò Vox, un pò Matchless, un pò Ampeg ma anche molto Giovanetti.

Due canali indipendenti, veramente indipendenti.
Il primo utilizza un pentodo, la EF86, in questo caso una Tesla originale anni 70, una EF806S un modello speciale anti microfonico e anti disturbi.
Il canale con la EF86 ha come tono un cosidetto VariTone cioè un selettore a sei scatti che seleziona vari condensatori determinando la frequenza di taglio sui bassi.
Il secondo canale utilizza una comune 12AX7 ECC83, in questo caso la versione militare 5751 della Sylvania a basso rumore e bassa microfonicità.
Ma se la valvola è comune il controllo di tono non ha nulla di comune, è un "James Baxandall", un controllo dei toni alti e bassi che si poteva trovare nei migliori HiFi anni 40-50, però montato su di un unico potenziometro doppio, in poche parole si trasforma in un loudness regolabile che da un suono nasale Vintage finisce in un potente tono moderno ricco di alti e bassi.
Entrambi i canali hanno la mandata effetti indipendente.